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28/03/18 – NAS

Rocchetta: per la CIA bene i sequestri, i controlli funzionano

Carabinieri NAS, due persone denunciate per frode in commercio (il comunicato dei Nas)

I militari del NAS di Parma, con gli agenti vigilatori del consorzio “formaggio parmigiano reggiano”, hanno …

effettuato delle ispezioni igienico sanitarie presso due unità produttive facenti capo alla medesima società agricola e site nelle province di Mantova e Reggio Emilia. Durante degli accertamenti, gli operatori hanno constatato che presso lo stabilimento mantovano erano utilizzate delle fasce marchianti che risultavano essere state assegnate allo stabilimento della provincia di Reggio Emilia.

Le fasce marchianti, conferite dal consorzio del parmigiano reggiano, sono utilizzate per imprimere sulla superficie di ogni singola forma di formaggio la dicitura a puntini “parmigiano-reggiano”, nonché la matricola del caseificio produttore, l’annata e il mese di produzione. Dette “fasce”, pertanto, sono uno strumento essenziale per la corretta identificazione dell’alimento e per la completa ricostruzione della sua tracciabilità. Gli accertamenti eseguiti dai Carabinieri, quindi hanno permesso di appurare che a partire dal 1 gennaio 2018, tutte e sei le forme di parmigiano prodotte giornalmente dallo stabilimento mantovano riportavano fraudolentemente un identificativo numerico errato, in quanto relativo all’unità produttiva emiliana.

Un’ispezione più approfondita da parte degli operatori, inoltre ha permesso di verificare che la produzione complessiva della società agricola negli anni 2017 e 2018 era superiore rispetto alle quote assegnate dal consorzio. Dette forme, infatti pur recando la marchiatura che le identificano come “parmigiano reggiano”, sono risultate mancanti delle prescritte placche di caseina che vengono per l’appunto distribuite dal consorzio in numero determinato in base alle quote assegnate. L’assenza delle suddette placche, normalmente inserite sulla superficie piatta della forma al momento della produzione, comporta ai fini legali, l’impossibilità di fregiarsi della denominazione di “Parmigiano Reggiano”.

Per le violazioni sopra descritte il legale rappresentante del consorzio agricolo e il casaro della latteria mantovana sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. Nell’ambito degli accertamenti, i Carabinieri hanno sequestrato oltre 18.000 forme di formaggio, per un valore commerciale di circa 10 milioni di euro.

L’intervento del NAS unitamente al consorzio, in questo caso come negli altri, oltre a tutelare la salute pubblica, ha l’obiettivo di salvaguardare la genuinità di determinati alimenti famosi in tutto il mondo e assurti a sinonimo dell’eccellenza italiana.

CIA (nazionale)
“I sequestri effettuati dalla Guardia di Finanza in questi giorni dimostrano l’efficienza dei controlli, però anche l’appetibilità del cibo italiano per il mercato illegale. Così la Cia-Agricoltori Italiani plaude alle operazioni delle forze dell’ordine che hanno portato alla scoperta di circa 14 mila bottiglie di Prosecco nel porto di Brindisi e di circa 18 mila forme di Parmigiano nel Mantovano, rivelatesi false o irregolari”.

nas

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