COMUNICATI STAMPA ROMAGNA

ROMAGNA

Fauna selvatica: danni sempre più importanti anche durante l’emergenza Covid-19

Bene l’ordinanza regionale per la caccia selettiva ai cinghiali, ma non sono gli unici ad arrecare danno: lupi, cornacchie, gazze, ghiandaie, tortore, merli e nutrie incidono in maniera importante sulle produzioni, già messe a dura prova

In questo periodo di emergenza sanitaria per il Covid-19, le restrizioni alla circolazione hanno agevolato anche in Romagna il girovagare degli animali selvatici, soprattutto cinghiali, che devastano le colture in pieno giorno. A rischio le produzioni agricole, in particolare frutta e ortaggi, gli allevamenti ma anche la sicurezza delle persone.

Lo stop alle attività produttive ha inoltre frenato i sopralluoghi per verificare i danni causati dagli ungulati, rendendo impossibili le perizie per i risarcimenti alle imprese. Il fermo ha ostacolato anche la distribuzione del materiale per installare le recinzioni.

In merito ai cinghiali, Cia Romagna apprezza che, pur in questa situazione di difficoltà e ritardi, la Regione abbia approvato il calendario venatorio e i piani di controllo, emettendo in tempi rapidi l’Ordinanza 74 del 30 aprile che consente l’attività venatoria nella forma selettiva a partire dal 4 maggio. L’Organizzazione chiede che gli enti preposti, gli Ambiti territoriali di caccia prima di tutto (Atc), si attivino per attuare questa forma di caccia individuale con l’obiettivo di limitare i danni, e confida in un ulteriore snellimento burocratico nelle autorizzazioni per le azioni di prevenzione. “I cinghiali non sono gli unici ad arrecare danno – spiega Elmo Fattori, componente della Giunta di Cia Romagna con delega al tema fauna selvatica -. I lupi seguono il proliferare degli ungulati, che tendono a scendere a valle; gli storni danneggiano soprattutto i frutti rossi, e poi gazze, ghiandaie, nutrie (per i cui danni non sono previsti risarcimenti), incidono in maniera importante sulle produzioni, già messe a dura prova”.

Si tratta di problemi di primaria importanza, che incidono tra l’altro sull’incremento delle spese a fronte di mancanza di prospettive di entrate. “Contro il lupo, ad esempio, l’unica possibilità è la prevenzione degli attacchi a greggi e mandrie con recinzioni e impianti estremamente costosi”, sottolinea Fattori.

Danni importanti, poi, derivano anche dalla siccità. Quest’ultima, in modo particolare per le colture da seme, sta ancora creando disagi. È stato necessario ricorrere anche più volte all’irrigazione già da metà febbraio. Se la situazione non cambia, molti grani non riusciranno nemmeno a fare la spiga. Anche il mais rischia problemi. La siccità non risparmia poi orticole, ulivi e viti, così come gli alberi da frutto. A lungo andare è un problema anche per gli allevamenti.

“Cia sta lavorando – spiega Mirco Bagnari, Direttore di Cia Romagna – per evitare che le aziende colpite da siccità, gelate o da danni da fauna selvatica debbano chiudere o in altri casi ridurre la capacità di investire per garantirsi un futuro. Stiamo attraversando uno dei momenti più drammatici della storia recente e ciò richiede uno sforzo maggiore su tutti i fronti per non lasciare indietro nessuno. Chiediamo alle istituzioni e ai soggetti preposti di fare la propria parte per fronteggiare concretamente i danni da fauna selvatica e di tenere alta l’attenzione dei controlli per la tutela di tutti”.

“Salvate la frutticoltura romagnola, o non arriveremo alla fase due”, l’appello del mondo agricolo alle Istituzioni

Cia-Agricoltori Italiani, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, UGC, AGCI, Confcooperative e Legacoop della Romagna, hanno incontrato nella mattinata del 24 aprile in videoconferenza i parlamentari romagnoli, gli enti locali e l’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna. Nell’incontro unitario, le organizzazioni del mondo agricolo romagnolo hanno disegnato la drammatica mappa del disastro delle gelate che hanno devastato, e in molti casi praticamente azzerato, la produzione di mele, pere, albicocche, susine, pesche, nettarine, ciliegie e kiwi. Gli eventi atmosferici di inizio primavera, con punte minime fino a meno 5-6 gradi dal 24 marzo al 4 aprile, hanno falcidiato le produzioni, già molto avanti nella germogliazione a causa dell’inverno mite.

Le richieste 

La prima riguarda una deroga al decreto legislativo 102/2004 sulle calamità naturali, che prevede indennizzi e sostegni economici alle imprese agricole che hanno subito danni da avversità atmosferiche. La modifica consiste nella possibilità di riconoscere il danno anche alle colture assicurabili, ora non ammesso, ovviamente rifinanziandola con almeno 180 milioni di Euro, come richiesto al Ministro dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi. Richiesta motivata da fatti concreti: causa Covid-19, molti agricoltori sono stati impossibilitati a muoversi per stipulare le polizze, disponibili da poche settimane; le condizioni prevedono che la copertura scatti dopo 12 giorni dalla stipula e questo ha di fatto colpito anche chi, pur avendo assicurato, non era in copertura da gelo al momento della calamità. In aggiunta, diverse compagnie hanno ridotto i plafond sul gelo per contenere i rischi e altre non l’hanno attivata affatto.

Poi, organizzazioni professionali e Centrali cooperative richiedono a Governo e Parlamento l’attivazione di aiuti di stato, in regime de minimis, in favore delle cooperative di conferimento attraverso un Fondo speciale per il rilancio produttivo, che preveda interventi a copertura, totale o parziale, dei costi sostenuti per gli interessi dovuti sui mutui bancari contratti dalle imprese, e contributi in conto capitale, parametrati sulla diminuzione di fatturati, per favorire la ripresa produttiva.

I danni

La superficie interessata in Emilia-Romagna è stata di circa 48 mila ettari di frutteti ad alta specializzazione produttiva, con perdite che arrivano al 90% del raccolto previsto per quest’anno nel caso delle albicocche, 9 mila imprese agricole colpite e una stima provvisoria dei danni che ammonta a 400 milioni di euro. La Romagna registra purtroppo un triste primato, rappresentando circa il 55% del totale, con danni potenziali che variano dal 30% nel caso di mele e pere, per arrivare fino al 90% per le albicocche e susine, pesche e nettarine (75%), e kiwi (50%). Non si salvano le cooperative, che non avranno prodotto in conferimento, ma saranno comunque gravate dai costi fissi. Non più del 20% delle aziende frutticole della Romagna è riuscita ad assicurarsi contro questa calamità. Il lock-down ha reso in pratica impossibile per molti attivare la copertura.

Le istituzioni

All’incontro sono intervenuti l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, i parlamentari Stefano Collina, Marco Di Maio, Daniele Manca, Jacopo Morrone, Elena Raffaelli, Giulia Sarti e Serse Soverini, il Presidente della Provincia di Ravenna Michele De Pascale, la vicepresidente della provincia di Forlì-Cesena, Cristina Nicoletti e il sindaco Claudio Franceschi per il Nuovo circondario imolese. Tutti i parlamentari coinvolti nell’incontro hanno assicurato l’impegno di sostenere le richieste dei produttori e fare in modo che nei provvedimenti legislativi queste esigenze si trasformino in norma e in risorse a disposizione dell’agricoltura romagnola.

Gli agriturismi nell’emergenza coronavirus: fatturato a picco, cancellazioni di prenotazioni, riduzione degli addetti

Appello di Turismo Verde-Cia al Governo per avere subito misure per la “fase 2” degli agriturismi

Fra le richieste: un tavolo tecnico per definire un protocollo sulla sicurezza nelle strutture; equa indennità da danni diretti; sospensione dei versamenti e delle rate dei mutui; mutui a tasso zero e agevolazioni per l’accesso al credito; soluzioni gestionali snelle

Cia Romagna sta monitorando la situazione degli agriturismi del territorio romagnolo, che riscontrano gli stessi problemi del livello nazionale: fatturato a picco, cancellazioni di cerimonie, pernottamenti e ristoro, blocco delle attività delle fattorie didattiche. In molti casi si registra anche una drastica riduzione degli addetti. “Gli operatori agrituristici fanno impresa puntando sulla tutela e la promozione dell’agricoltura, dell’ambiente e dell’agroalimentare italiano. In tal modo offrono un grande contributo anche alla promozione del turismoafferma Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna – Cia chiede che nella definizione della ‘fase 2’ per la ripresa delle attività produttive del nostro Paese, anche il sistema agrituristico riceva la giusta attenzione. Attraverso Turismo Verde, l’Associazione per la promozione agrituristica di Cia, proseguiamo il confronto con il Governo, confronto e impegno che portiamo avanti quotidianamente anche con le Istituzioni locali”.

Turismo Verde, l’Associazione per la promozione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani, fa appello al Governo affinché si tuteli uno dei comparti agricoli e turistici tra i più colpiti dall’emergenza Coronavirus, con un fatturato annuo di circa 1,4 miliardi azzerato in poche settimane di pandemia.

Nell’esigenza di capire non solo quando ripartire, ma anche come riorganizzare i servizi ricettivi, distintivi delle oltre 23 mila strutture agrituristiche italiane, Turismo Verde-Cia chiede ora al Governo di predisporre nuove misure a integrazione di quelle positivamente già introdotte e necessarie a garantire la sopravvivenza degli agriturismi anche nel medio e lungo periodo.

Per Turismo Verde-Cia, infatti, con le fattorie didattiche blindate alla riapertura delle scuole, i soggiorni e la ristorazione ancora vincolati a significative misure restrittive, l’attività agrituristica è praticamente azzerata e tale da richiedere la cancellazione della tassa sui rifiuti (Tari) e la sospensione, almeno fino ad aprile 2021, dei vari versamenti previdenziali e contributivi, così come delle rate dei mutui.

La “fase 2” degli agriturismi – secondo Cia – dovrà far fronte ai danni diretti e alla mancanza di liquidità da parte delle imprese agrituristiche. Le penali e le cancellazioni delle prenotazioni di pernotti e ristoro delle festività pasquali che rappresentano il primo picco di ogni stagione agrituristica, così come ora, per le giornate del 25 Aprile e 1° Maggio; le cancellazioni delle cerimonie; la grande incognita della stagione estiva, presentano al settore, costi insostenibili. Turismo Verde-Cia chiede, dunque, di predisporre coperture che siano congrue, un’indennità equa e corrispondente al fatturato dell’azienda nello stesso periodo dello scorso anno, attingendo per esempio ai fondi Psr già stanziati dall’Ue, sbloccando le graduatorie Psr di quest’anno per gli investimenti in agriturismo e ampliando l’importo di spesa per accogliere più domande.

Inoltre, in vista della graduale riapertura, è urgente per Turismo Verde-Cia fare il punto su un chiaro protocollo di sicurezza in agriturismo, attraverso la costituzione di un tavolo tecnico con operatori sanitari e del comparto agrituristico. Questi ultimi, infatti, volendo tornare ad accogliere clientela nel rispetto delle disposizioni del Governo, si troveranno a sostenere nuovi investimenti e avranno bisogno di farlo in modo chiaro e mirato, senza disperdere risorse.

A tal proposito, Turismo Verde-Cia, chiede che le imprese agrituristiche vengano supportate con mutui a tasso zero, garantiti dello Stato e con agevolazioni nell’accesso al credito. Servono soluzioni gestionali snelle che tengano conto della multifunzionalità degli agriturismi, alle prese anche con stringenti regole urbanistiche e igienico-sanitarie.

Riaprono altri mercati alimentari in Romagna

Dopo Verucchio (Rn), ripartono i mercati alimentari anche a Faenza (Ra), Lugo (Ra), Castrocaro Terme (FC), Modigliana (FC) e Bellaria (Rn), in virtù dell’ordinanza del 3 aprile 2020 e tenendo presente anche le informazioni e le esigenze presentate ai Sindaci da Cia Romagna.

Cia Romagna non ha mai smesso di lavorare sulla riapertura dei mercati agricoli e con l’entrata in vigore dell’ordinanza , si è rivolta ancora una volta ai sindaci, chiedendo loro di riattivare, nei modi consentiti, i mercati di prodotti alimentari.

Dopo Verucchio, in seguito a diversi approfondimenti e verifiche, anche i Sindaci di Faenza, Lugo, Castrocaro Terme, Modigliana e Bellaria hanno ritenuto opportuno accogliere la richiesta di Cia Romagna, dal momento che l’Ordinanza della Regione legittima l’apertura di mercati ambulanti a merceologia esclusiva alimentare “in spazi pubblici recintati” e “a condizione che l’accesso sia regolamentato”. Devono essere altresì rispettate le misure igienico-sanitarie e di distanziamento da parte degli operatori e dei clienti.

“Esprimiamo un sentito apprezzamento e ringraziamento ai Sindaci e ai loro collaboratori. La loro disponibilità ad approfondire le nostre richieste e a verificare quali soluzioni potessero essere percorribili dimostra una grande volontà di cercare di tenere conto, al contempo, della salute dei cittadini e delle attività economiche – afferma il presidente di Cia Romagna, Danilo Misirocchi – In un momento di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo bisogna certo tutelare la salute prima di tutto. Anche gli aspetti logistici assumono rilevanze diverse e richiedono strategie complesse. Auspichiamo che altre amministrazioni comunali seguano questa strada, senza nascondersi dietro a pareri di un apparato burocratico ormai totalmente inadeguato ai tempi”.

Le aree destinate ai mercati alimentari verranno opportunamente recintate, con accesso regolamentato e presidiato da addetti al controllo. Gli operatori del mercato dovranno svolgere la loro attività nel rispetto delle disposizioni igienico-sanitarie in vigore per l’emergenza Coronavirus.

Cia Romagna assicura che da parte sua e degli agricoltori associati sarà data la massima collaborazione per garantire il rispetto delle norme di sicurezza igienico-sanitarie previste dalla normativa vigente a tutela della salute di tutti.

Manodopera – Condanna del caporalato. Servono interventi immediati per la mancanza di forza lavoro

Cia-Agricoltori Italiani Romagna condanna fermamente la pratica del caporalato. Lo sfruttamento è un fatto grave e inaccettabile e deve sempre essere contrastato. Contestualmente bisogna pensare a come affrontare elementi che, proprio in questa fase di crisi e di emergenza, rischiano di creare aree grigie, che favoriscono i fenomeni della speculazione sia sul mercato dei terreni sia su quello del lavoro. “Per questo sosteniamo con forza l’intervento a supporto delle imprese con liquidità e semplificazioniafferma Mirco Bagnari, direttore di Cia RomagnaBisogna evitare che il posto delle imprese agricole sane, che lavorano nella legalità e che sono la maggior parte, sia assunto da soggetti che fanno del mancato rispetto della legge il proprio mestiere”.

La questione della carenza di manodopera in agricoltura esiste e già da prima dell’emergenza covid-19: questa situazione l’ha ulteriormente amplificata. “Non è però accettabile che per colpa di qualcuno passi il concetto che l’agricoltura sfrutta la manodoperaspiega Danilo Misirocchi, presidente di Cia RomagnaIl problema che non si trova manodopera, e tantomeno quella specializzata, è un fatto con il quale gli agricoltori da tempo devono fare i conti”.

La stragrande maggioranza della manodopera in agricoltura negli anni è stata rappresentata da lavoratori stranieri che, sia a causa delle scelte politiche degli ultimi anni sia a causa del coronavirus, non sono più disponibili e reperibili. In qualche modo dovrà essere sostituita.

Le proposte che Cia-Agricoltori Italiani ha sottoposto al Governo sono: regolarizzare gli immigrati che ogni anno sono fondamentali nel periodo della raccolta; introdurre agili strumenti, come i voucher, per azzerare la burocrazia e assumere studenti, disoccupati e cassaintegrati; creare una green line con i Paesi dell’Est Europa, sulla scia delle raccomandazioni dell’Ue, per favorire il trasferimento dei lavoratori.

Le organizzazioni professionali si stanno attrezzando per essere di supporto con vari strumenti (come ad esempio piattaforme tecnologiche per incontro tra domanda e offerta di manodopera), ma è necessario ci sia una regia pubblica e un ruolo importante di chi per compito istituzionale si occupa di mercato del lavoro. Cia Romagna accoglie positivamente il servizio del portale “Lavoro per te” messo in campo dalla Regione Emilia-Romagna per aiutare le aziende agricole nella ricerca e reclutamento di mano d’opera stagionale, e sottolinea che va valutata l’efficacia e l’eventuale possibilità di dialogo e raccordo con le altre piattaforme, per non creare recinti separati.

Gli agricoltori chiedono condizioni per potere operare e poter crescere nell’interesse del territorio e delle proprie imprese, che sono patrimonio sociale dei nostri territori. “Il dibattito in corso non può continuare all’infinitosostiene Danilo Misirocchi, presidente di Cia RomagnaServono interventi immediati e chiari per consentire alle aziende di assumere manodopera in grado di iniziare e portare a termine la raccolta di frutta e verdura di stagione fondamentale per l’approvvigionamento degli scaffali. L’agricoltura in questo momento si sta dimostrando fondamentaleconclude Misirocchie bisogna fornire le aziende agricole di tutti gli strumenti necessari per svolgere il proprio lavoro per tutta la comunità”. 

Cia chiede ai Sindaci di riattivare i mercati alimentari

C’è l’intesa fra ministero della Salute e il presidente della Regione Emilia-Romagna nell’ordinanza del 3 aprile 2020. Ora Cia Romagna chiede ai sindaci di riaprire i mercati alimentari. Si ridurrebbe la pressione eccessiva sui centri commerciali da parte dei consumatori

6 Aprile 2020Cia-Agricoltori Italiani Romagna non ha mai smesso di lavorare sulla riapertura dei mercati agricoli. Ora, con l’entrata in vigore dell’ordinanza del 3 aprile 2020, Cia Romagna chiede ai Sindaci di riattivare, nei modi consentiti, i mercati di prodotti alimentari.

Infatti, la recente ordinanza – emessa dal ministero della Salute, d’intesa con il Presidente della Regione Emilia-Romagna – li permette.

È stata così accolta la richiesta di Cia-Agricoltori Italiani. L’art. 1 lettera d) dell’ordinanza del 3 aprile 2020, ne permette la riapertura alle condizioni indicate: “Non sono sospesi all’interno di strutture coperte o in spazi pubblici recintati i mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari e i posteggi destinati e utilizzati per la vendita di prodotti alimentari a condizione che l’accesso sia regolamentato in modo da consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”.

La riapertura dei mercati alimentari avrebbe l’importante effetto di ridurre la pressione dei consumatori sui centri commerciali e sui negozi di prodotti ortofrutticoli che, inevitabilmente, in questo periodo, come documentato da servizi giornalistici, subiscono una pressione eccessiva da parte dei consumatori. Eviterebbe, inoltre, di sprecare gran parte della produzione che in questo periodo d’inizio primavera arriva a maturazione.

Cia Romagna assicura che da parte sua e degli agricoltori associati sarà data la massima collaborazione per garantire il rispetto delle norme di sicurezza igienico-sanitarie previste dalla normativa vigente a tutela della salute di tutti.

Ancora gelate – Si temono danni di entità mai vista prima in Romagna

All’emergenza sanitaria e a quella economica dovuta al covid-19 se ne aggiunge un’altra, straordinaria per il territorio, che è quella delle gelate. A macchia di leopardo, ma praticamente anche dalla gelata dell’1 aprile è stata colpita tutta la Romagna: interessato tutto il territorio ravennate, così come tutto il cesenate, ad esclusione della zona verso il mare lato Cesenatico. Anche nel forlivese e nel riminese sono state segnalate forti criticità. In certe zone e in certe aziende si prevedono perdite del 100% per ciliegio e albicocco; dell’80% per susino e pesco. Molto probabile un incremento di danni nelle pomacee (di solito non soggette a danni da gelo) e nelle viti, specialmente in collina.

Per quanto riguarda i danni da gelate, non sarebbero previsti interventi particolari in quanto si tratta per lo più di colture assicurabili ma, vista l’eccezionalità dell’evento, Cia sta lavorando con la Regione per ottenere una deroga alla legge 102 che regola le calamità. In questa situazione molte aziende agricole non riusciranno a reggere se non si trovano interventi straordinari e immediati – afferma Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna – Questo non è un problema confinato al settore primario: l’agricoltura nel nostro territorio rappresenta molto per l’indotto e l’occupazione. In questo momento più che mai, le difficoltà delle aziende agricole rischiano di avere pesanti conseguenze anche per le altre categorie, che già stanno soffrendo per questa situazione di emergenza”.

Il problema è che le gelate dell’1 aprile e del 24 marzo sono di tipo diverso: le correnti del 24 marzo hanno colpito una parte enorme del territorio romagnolo e le correnti del primo aprile hanno creato danni anche in quelle zone meno danneggiate dal precedente evento. Inoltre, per alcune aree i danni di stanotte si aggiungono ai precedenti. “Temiamo un danno sulla produzione ortofrutticola (forse anche per la vite, ma ora è prematuro sbilanciarsi) che in questa entità non si è mai verificato in Romagna”, sottolinea Misirocchi. È vero che alcune aziende sono dotate di antibrina, ma gli impianti sono limitati per colture di pregio che permettono questo tipo di intervento. È vero anche che molte aziende sono assicurate, ma l’assicurazione, del danno complessivo riconosce intorno al 40-45% che, in condizioni ordinarie, è positivo. Il fatto è che non siamo in condizioni normali. “Abbiamo aziende in grande crisi di liquidità, soprattutto le ortofrutticole, data dalla crisi di mercato, dagli ingenti danni della cimice asiatica del 2019 e da mancate produzioni che per vari motivi si sono verificate in vari comparti”, precisa Misirocchi.

I danni sembrano essere di portata inedita per la Romagna. “La prossima settimana si comincerà a capire meglio”, spiega Misirocchi e ribadisce: “Il timore è che ci troveremo di fronte ad una situazione mai vista prima per entità di danno. Aspettiamo i prossimi giorni in quanto sono previste altre due notti difficili”.

Cia Romagna sollecita gli agricoltori a segnalare i danni da gelo, scrivendo, entro il 6 aprile, all’indirizzo di posta elettronica cia.romagna@cia.it. Nella mail vanno indicati i propri recapiti per essere richiamati al fine della raccolta dei dati necessari per la delimitazione del territorio nelle aree colpite.

L’appello di Cia Romagna ai Sindaci e Presidenti di Provincia della Romagna

Compriamo i prodotti agricoli del territorio e azzeriamo le distanze tra il campo e la tavola. La lettera apertadel presidente di Cia Romagna, Danilo Misirocchi, con la quale invita le Istituzioni, in questo momento di grande emergenza, a diffondere l’appello a comprare i prodotti agricoli del territorio. Cia Romagna a tal proposito segnala l’iniziativa online “I prodotti dal campo alla tavola”, grazie alla quale gli agricoltori del territorio danno la propria disponibilità alla consegna a domicilio, nel pieno rispetto delle norme, e gli acquirenti possono comprare le migliori produzioni degli associati Cia della propria provincia.

Egregio Signor Sindaco
Egregio Presidente della ProvinciaAzzerare le distanze tra il campo e la tavola per consentire a tutti, anche in questo momento di grande emergenza per il Paese, di acquistare e consumare i prodotti genuini della terra.  È con questo spirito che le donne e i giovani di Cia-Agricoltori Italiani, sono protagonisti di una importante iniziativa su tutto il territorio nazionale e anche nel nostro territorio.Nel pieno rispetto delle regole dettate dai decreti governativi, infatti, donne e giovani agricoltori stanno consentendo, soprattutto ad anziani e soggetti a rischio, di non privarsi dei prodotti tipici del territorio, frutto del lavoro incessante delle aziende agricole.

Questo impegno è utile a garantire un corretto grado di sicurezza alimentare, oltre che a offrire la possibilità di acquistare i prodotti della terra.

Stiamo affrontando un momento epocale che è anche una sfida importante da vincere. Attraverso il nostro impegno cerchiamo di rivitalizzare il rapporto di comunità tra cittadini e agricoltori e tra mercato e prodotti di filiera corta:insieme riusciremo a uscire da questa emergenza.

Giovani e donne di Cia sono protagonisti sui social, in queste ore, della campagna #noinonciarrendiamo con centinaia di foto e video postati per dimostrare come gli agricoltori, anche in questo periodo di emergenza,non possono e non vogliono fermarsi

Consultando questa pagina web è possibile conoscere  l’elenco delle aziende disponibili ad effettuare la vendita con consegna a domicilio non solo dei prodotti freschi, ma anche piatti pronti preparati dagli Agrichef delle Aziende Agrituristiche, fiori recisi ed in vaso, piantine aromatiche e piante ornamentali per abbellire e colorare le case ed i balconi in questo inizio di primavera anomalo a causa dell’emergenza Coronavirus.
Consultando questa pagina è possibile trovare le aziende anche del suo territorio, coinvolte nel progetto:

https://iprodottidalcampoallatavola.cia.it/home-page/emilia-romagna 

I consumatori in questo momento stanno privilegiando l’acquisto di prodotti alimentari come latte, uova, frutta, verdura, legumi, farina, che registrano notevoli incrementi delle vendite . Per questo abbiamo anche chiesto ai protagonisti della Grande Distribuzione Organizzata di sostenere concretamente i nostri produttori acquistando questi e altri prodotti direttamente dalle aziende agricole del nostro Paese, che non stanno lesinando sforzi per garantire a tutti i cittadini, ogni giorno, cibo fresco e sano.
Questo è un momento particolarmente drammatico per le persone e le aziende: solo insieme e sostenendoci potremo superarlo e affrontare il futuro.

RingraziandoLa per la Sua attenzione restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento e per possibili iniziative comuni.
Buon lavoro
Il Presidente di Cia Romagna, Danilo Misirocchi

Pesante gelata notturna per le produzioni romagnole

Cia-Agricoltori Italiani Romagna è attiva e sollecita gli associati a segnalare attraverso foto, telefonate, messaggi la situazione nei campi dopo la gelata della notte del 24 marzo per poter procedere poi alle verifiche del caso. Che potesse essere una nottata critica per l’agricoltura romagnola era stato annunciato dalle previsioni meteorologiche dei giorni scorsi. Si può dire che lo sia stata molto più di quanto si fosse ipotizzato. Un’area molto vasta nelle colline e nelle basse pianure romagnole è stata colpita dal gelo, seppur a macchia di leopardo, con temperature molto al di sotto dello zero e per molte ore. La gelata della nottata del 24 marzo ha certamente colpito gli impianti delle nostre produzioni: albicocche, ciliegie, pesche, mele, kiwi, cereali, orticole. Stando alle previsioni, si aspettano ancora alcune notti molto critiche sull’intero territorio romagnolo.

albicocca 24 marzo 2020 - post gelata
albicocca 24 marzo 2020 post gelata

Gli agricoltori cercano di difendere il loro lavoro e le produzioni con vari strumenti: da quelli antibrina alle assicurazioni. Purtroppo i mezzi di difesa non si possono applicare a tutte le colture con convenienza e a volte servono solo per limitare i danni – spiega Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna – Ad esempio, un’antibrina nei peschi, per il reddito che danno, è impensabile e stanotte di pesche temo ne siano rimaste poche”.

Sempre più sotto stress, di nuovo verifiche per cercare di capire quali conseguenze ci saranno sulle colture e sull’economia, non solo delle imprese agricole. Alcuni agricoltori, dopo questa pesante gelata ed avendo eseguito le prime visite in campo nella mattinata del 24 marzo, temono di non poter neppure raccogliere albicocche e pesche quest’anno. Per avere la certezza del danno e della sua profondità è necessario attendere alcuni giorni, ma le previsioni non promettono bene.

“Per quanto riguarda le gelate, in questa fase non possiamo fare altro che rilevare e segnalare i danni. Partendo dalla considerazione che molte aziende non sono in grado di sopportare questa ulteriore calamità, cercheremo di trovare tutte le soluzioni possibili per sostenerle – sottolinea Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna  – Sappiamo che non sarà facile e scontato, in particolare in questo momento drammatico per il nostro Paese con tutte le ripercussioni che vi saranno anche sull’economia; ma lo faremo con tutte le nostre forze cercando alleanze, dal momento che le ripercussioni negative ricadranno sul tessuto economico locale per via dell’indotto che attiva la nostra attività”.

Il portale di Cia per le consegne a domicilio

Nella mappa online, anche aziende romagnole, pronte a rifornire i cittadini di prodotti della terra e piatti tipici

La lista delle aziende agricole è in continuo aggiornamento

Carne, latte, frutta, verdura, olio, vino, pasta e tanto altro, ma anche piatti tipici preparati per il weekend dagli Agrichef, con un semplice click dalle aziende agricole alle tavole degli italiani, grazie al nuovo portale di Cia. Nella mappa online anche aziende romagnole, pronte a rifornire i cittadini di prodotti della terra e piatti tipici.

Una particolare attenzione è rivolta agli anziani: con questa operazione l’obiettivo di Cia è consegnare loro materie prime fresche di stagione o prodotti e tutelarli da truffe e tentativi di raggiri, ripetutamente registrati in questo periodo di emergenza sanitaria. Il progetto è anche un contributo alla lotta contro l’isolamento ancor più evidente per gli anziani e in contesti marginali come quelli delle aree interne. Tra le altre cose, Cia ha siglato un accordo con Senior Italia FederAnziani.

Il sito https://iprodottidalcampoallatavola.cia.it/, online da ieri, consente a tutti, restando a casa, di acquistare e consumare, ogni giorno, i prodotti freschi della terra, ma anche prelibatezze e piatti della tradizione, con la garanzia di qualità assicurata dagli uomini e dalle donne di Cia.

Bastano pochi secondi per individuare la regione d’interesse, l’azienda più vicina e scegliere le materie prime di stagione o i prodotti, che gli agricoltori consegneranno a domicilio nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie previste dal governo per contenere la diffusione del Coronavirus. La lista delle aziende agricole è in continuo aggiornamento, pertanto si invita a consultare periodicamente l’elenco.

Infine, per garantire i consumatori ed evitare le truffe, al momento dell’acquisto, sarà consegnata una parola d’ordine da utilizzare al ricevimento della spesa.

Cia-Agricoltori Italiani offre questo servizio grazie alla collaborazione delle sue associazioni: al femminile (Donne in Campo), giovani (Agia), pensionati (Anp), per la vendita diretta (la Spesa in Campagna) e agrituristica (Turismo Verde).

“Le imprese agricole non si fermano e non si arrendono. Stiamo lavorando costantemente per fornire un servizio utile a cittadini e agricoltori, con particolare attenzione ai più fragili e a rischio come gli anzianisottolinea Agnese Ceroni, Responsabile agriturismi, vendita diretta e igiene alimenti di Cia RomagnaCerchiamo di rafforzare un legame importante di comunità tra produttori agricoli e cittadini e tra mercato e prodotti di filiera corta: insieme riusciremo ad uscire da questa emergenza”.

Gli agricoltori di Cia sono protagonisti sui social, in queste ore, della campagna #noinonciarrendiamo, con centinaia di video e foto girati in tutto il Paese e postati in rete per dimostrare come gli uomini e le donne della terra, anche in questo periodo di emergenza, non possono e non vogliono fermarsi.

Al link seguente una rappresentanza degli agricoltori Cia dell’Emilia Romagna col loro video messaggio https://www.facebook.com/CiaAgricoltoriRomagna/videos/207842707149441/

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