Anp Romagna, direzione con il Sindaco di Cesena Lattuca e il Professor Sambri

Il presidente Signani: “Il punto sul presente pronti ad affrontare il futuro. In sostanza esprimiamo il forte desiderio di continuare a vivere”

Cesena – “Un minuto di silenzio per onorare tutti coloro che sono mancati e per non dimenticare il sacrificio fatto da medici, infermieri e volontari, che hanno pagato anche con la vita un duro prezzo”. Questo gesto segna la Direzione dell’Anp Romagna del 16 giugno scorso a memoria del tempo storico che stiamo vivendo dal punto di vista sanitario, sociale, economico, emozionale. È l’invito che Wiliam Signani, presidente Anp Romagna, ha rivolto ai partecipanti, in presenza e in collegamento, in apertura dei lavori sottolineando “noi, che questa mattina siamo qui, possiamo ritenerci fortunati”.

Prove di ripartenza, dunque, per l’Anp-Romagna che si è riunita all’agriturismo “La Valle dei Conti” di Cesena, anche con la possibilità di collegarsi da remoto.

La Direzione Anp ha affrontato i temi di attualità e ha informato sui programmi di attività sindacale e sociale in programmazione per i mesi a venire.

Grazie alla disponibilità degli ospiti sono stati approfonditi temi importanti e strategici. Il Sindaco di Cesena Lattuca ha informato sul progetto del nuovo ospedale e cosa diventerà l’attuale Bufalini, sottolineando l’importanza dell’innovazione, della specializzazione e la risposta di alta qualità e ampia che questo ambizioso percorso ha l’obiettivo di raggiungere. Il Professor Sambri, Direttore della UOC Microbiologia dell’AUSL della Romagna con sede a Pievesestina, ha ricostruito questi 18 mesi di emergenza sanitaria, la situazione pandemica oggi e ha fornito spiegazioni chiare e dettagliate sulle varianti del Covid-19, sui vaccini e la campagna vaccinale in corso, sollecitando tutti a vaccinarsi.

Una mattinata all’insegna della conoscenza e dell’acquisizione di consapevolezza, “sapendo che per noi che siamo qui – ha sottolineato Alessandro Del Carlo, presidente Anp nazionaleaumenta la responsabilità morale e sociale di quel che c’è da fare”.

Oltre al Sindaco Enzo Lattuca e al Professor Sambri, in presenza, anche il presidente di Cia Romagna Danilo Misirocchi, il presidente regionale Anp, Pierino Liverani. In collegamento i vice presidenti regionali Giorgio Davoli e Deanna Ferrari e il Presidente Nazionale ANP-Cia Alessandro Del Carlo.

Vademecum agriturismi, vendita diretta, consegna a domicilio, vivai – Emergenza Covid-19

17 giugno 2021

Il territorio della regione Emilia Romagna è ZONA BIANCA dal 14 giugno.

La sintesi comprende normative sanitarie, amministrative e fiscali dedicata alla vendita diretta, agli agriturismi, per la parte dedicata alla consegna a domicilio.

TUTTE LE ATTIVITÀ AGRICOLE SONO CONSENTITE (ATECO 01.)

AGRITURISMO

Anticipata di una settimana l’apertura di tutte le attività senza limiti di orario.

ATTIVITÀ DI RISTORAZIONERegole valide per ristoratori e clienti

Si deve osservare il distanziamento e indossare la mascherina quando non si è seduti a tavolo. Mascherina d’obbligo per i camerieri.
Via libera senza restrizioni alla vendita con asporto di cibi e bevande e consegna a domicilio.

dal 14  giugno, ALL’APERTO, non ci sono limiti per le persone sedute in un tavolo, né ristrettezze dei limiti di orario.

     Cosa si intende per consumo di alimenti al tavolo all’aperto:

1) Area senza alcuna copertura o coperta tramite ombrelloni

2) Dehors, vale a dire tensostrutture con pareti in materiale plastico amovibile /apribile, totalmente aperti

3) Strutture con soffitto fisso, ma con almeno tre lati completamente aperti (salvo l’ingombro costituito dai sostegni)

4) Portici e porticati, analogamente al punto precedente

5) Strutture con soffitto fisso e pareti scorrevoli, aperte per almeno il 50% della superficie dei tre lati.

In queste strutture possono essere utilizzati riscaldatori, stufe, altri strumenti di regolazione della temperatura.

dal 14 giugno ristorazione anche AL CHIUSO: numero di persone al tavolo 6.

 – dal 15 giugno saranno possibili, anche al chiuso, le feste e i ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose, tramite uso della “certificazione verde o green pass”. Restano sospese le attività in sale da ballo, discoteche e simili, all’aperto o al chiuso.

Certificazione verde o green passDi cosa si tratta

Green Pass: la certificazione verde Covid-19 ora vale per nove mesi e arriva dopo la prima dose del vaccino
La modifica servirà ad accordare l’Italia alla legislazione europea in attesa del Digital Green Certificate e anche a spostarsi tra regioni di diversi colori. Sono considerati attualmente Green pass:
– il certificato vaccinale;
– il risultato di un tampone antigenico rapido o molecolare negativo effettuato al massimo 48 ore prima di un viaggio;
– il referto della Asl che certifica la fine di un’infezione da Covid-19

La certificazione verde è valida sia in formato digitale sia cartaceo. Quindi ad oggi, in base alle ultime modifiche legislative, ha diritto al Green Pass chi è stato vaccinato con una dose e chi è stato vaccinato con due dosi. Tra le ipotesi sul suo utilizzo oltre che per le cerimonie c’è anche l’ingresso in sale giochi, bingo e casinò oltre che discoteche. Il Green pass è valido solo in Italia ma al momento può essere utilizzato anche nei paesi che lo considerano valido.
Va conservato per 14 giorni dalla festa/cerimonia.

Il Digital green certificate, detto anche Dgt, è invece il green pass europeo che entrerà in vigore il prossimo giugno. Ha le stesse caratteristiche della certificazione italiana e in più anche un QR Code associato a un codice identificativo univoco a livello nazionale e leggibile da tutti gli Stati Ue. Servirà a muoversi tra gli Stati senza quarantena. 

Per gli ultimi aggiornamenti in merito, si rimanda al Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio nella tarda serata del 17 giugno che definisce le modalità del rilascio. Leggi tutto al seguente link https://www.governo.it/it/articolo/green-pass-draghi-firma-il-decreto-dal-1-luglio-certificati-validi-tutta-l-ue/17184

A seguire le date di riapertura di ALTRE ATTIVITÀ DI INTERESSE, anche al fine della gestione di maggiori flussi turistici:

PISCINE ALL’APERTO – apertura dal 15 maggio (vedi protocollo piscine valido dal 04 agosto 2020)

Anticipata dunque di una settimana la riapertura di tutte le attività, senza limiti di orario.
Per restare aggiornati sulle modalità di svolgimento delle attività, si raccomanda di controllare gli aggiornamenti pubblicati sui siti

del Governo: https://www.governo.it/it/articolo/domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/15638#zone

            e

della Regione Emilia-Romagna: https://www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus/protocolli-di-sicurezza

IMPORTANTE

I CARTELLI INFORMATIVI normativa Covid-19 in italiano ed inglese sono OBBLIGATORI per tutte le attività in cui è prevista l’apertura al pubblico e la vendita diretta.

Nei locali aperti al pubblico è obbligatorio il cartello all’ingresso di ogni attività indicante la capacità massima di persone che vi possono permanere contemporaneamente, e dislocare su più punti i DPI.

LA RICETTIVITÀ agrituristica non ha limitazione.

NORME PER LA CONSEGNA A DOMICILIO e ASPORTO DI PRODOTTI

  • È consentita la consegna a domicilio e asporto
  • Deve essere aggiornato il manuale di autocontrollo aziendale, in funzione di questa specifica attività accessoria, per fornire evidenza di aver analizzato i pericoli e individuato le procedure idonee al contenimento dei rischi sull’igiene fino al momento della consegna
  • I prodotti venduti allo stato sfuso (es. ortofrutta, formaggi, salumi, ecc.) devono essere pesati, prezzati e preincartati, utilizzando preincarti per uso alimentare e mettendo sempre in evidenza gli eventuali allergeni.
  • I prodotti venduti preimballati (confetture, olio, vino, ecc.) devono essere correttamente etichettati.
  • Il prodotto è accompagnato, se emesso da imprese agricole in regime iva ordinario, dal documento commerciale (cd. Scontrino), emesso dall’azienda prima della partenza. E’, invece, obbligatorio emettere la fattura secondo le vigenti norme, se espressamente richiesta dal cliente.
  • Mentre i produttori agricoli in regime iva speciale, che cedono prodotti propri appartenenti alla Tabella A, parte I, allegata al DPR 633/72 (prodotti agricoli principali es. frutta/vino), sono esonerati dall’emissione del documento commerciale. Per tali soggetti è, in ogni caso, opportuno accompagnare i prodotti ceduti da una quietanza di pagamento che assume rilevanza esclusivamente commerciale.
  • Ai fini Iva l’operazione di consegna a domicilio si configura comunque come cessione di beni e di conseguenza, alle cessioni in parola, devono applicarsi le aliquote iva proprie dei singoli prodotti ceduti.
  • Il trasporto deve avvenire utilizzando veicoli e contenitori puliti, nonché sottoposti a regolare manutenzione al fine di proteggere i prodotti alimentari da fonti di contaminazione, assicurando il mantenimento della catena del freddo, se richiesto dalle caratteristiche del prodotto;
  • Prima, durante e dopo ogni consegna, l’addetto deve indossare mascherina di protezione, i guanti in nitrile usa e getta (che vengono eliminati dopo ogni singola consegna e igienizza le mani con gel alcolico con concentrazione di alcol tra 60-85%. Nel rispetto delle indicazioni il ritiro dei cibi da parte delle persone addette e la relativa consegna al domicilio del cliente deve avvenire assicurando la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e sempre all’esterno del domicilio del consumatore.
  • L’attività di trasporto di alimenti per la consegna a domicilio non necessita di notifica sanitaria.

clicca qui per visualizzare la nota di Turismo Verde Cia.

Decreto Sostegni dopo la conversione in legge

Convertito in Legge di recente il cosiddetto Decreto Sostegni.

Come si ricorderà il Decreto Sostegni era stato pubblicato sulla G.U. del 22/03/2021.

Di seguito si riepilogano le misure approvate così come convertite dal suddetto decreto di conversione.

Per esigenze di economia il presente contributo non tratterà della misura, prevista dal decreto Sostegni, che prevedeva l’erogazione di un contributo a fondo perduto alle imprese, anche agricole, che avevano fatto registrare una perdita del fatturato 2020 pari almeno al 30% rispetto a quello del 2019.

Tale misura, convertita come nella sua formulazioni iniziale senza modifiche, ha visto scadere il termine per la presentazione delle domande il 28 maggio 2021.

Su tale misura gli uffici fiscali dell’Organizzazione hanno effettuato un lavoro di analisi puntuale delle singole posizioni contattando tutte le imprese che sono risultate aver diritto al beneficio presentando le relative domande.

Di conseguenza ci si concentra su altre misure fiscali di maggior interesse ancora di attualità non mancando di segnalare quelle introdotte in sede di conversione maggiormente significative.

Decreto sostegni bis: le misure fiscali

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 maggio 2021 Serie Generale n. 12 il c.d. Decreto Sostegni-bis (D.L. n. 73 del 25 Maggio 2021) recante “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”.

Di seguito un riepilogo delle principali misure relative al comparto fiscale.

Rinnovato il contratto provinciale dei lavoratori agricoli e florovivaisti per la provincia di Ravenna

Si è chiuso lunedì 17 maggio 2021 il rinnovo del contratto integrativo provinciale degli operai agricoli e florovivaisti per la provincia di Ravenna.

Le associazioni datoriali, Cia, Confagricoltura e Coldiretti, evidenziano l’importanza dell’inserimento nel contratto della formazione per i dipendenti, avendo necessità il settore di manodopera qualificata ed aver condiviso percorsi professionalizzanti per i lavori qualificati e specializzati, con attribuzione classificatoria e tariffa di inserimento agevolata, è un aspetto fondamentale per le imprese.

Non a caso il nuovo contratto include anche aspetti innovativi rilevanti come, appunto, la condivisione di nuovi percorsi formativi, in particolare la norma sperimentale per l’inserimento professionalizzante con la quale si punta a qualificare l’occupazione e a disporre così di lavoratori idonei e preparati. Altro tema importante di cui il contratto tiene conto è la necessità di sollevare le imprese da costi ulteriori, come ad esempio quelli legati alle visite mediche. L’osservatorio che si costituirà dovrà, in tempi rapidi, attivare questa azione da troppo tempo prevista ma sinora non ancora realizzata come pure regolamentare l’introduzione della figura del RLST (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale).

L’aumento concordato per tutti i lavoratori del settore è del 1,7% in un’unica soluzione dall’1 giugno 2021.

Per le aziende del comparto agrituristico, visto la particolarità dell’attività, è stato redatto   un capitolato che, oltre a prevedere le qualifiche proprie del settore, ne diversifica anche l’orario di lavoro, riportandone le disposizioni relative all’orario di lavoro, lavoro straordinario, notturno e festivo e relative maggiorazioni a quanto previsto dal CCNL nazionale, eliminando la disposizione di maggior favore prevista dal CPL in vigore.

Nei prossimi giorni il nuovo contratto sarà redatto e divulgato nella sua forma definitiva in vista della sua entrata in vigore che avrà decorrenza dall’1 gennaio 2020.

Il regime sanzionatorio della mancata memorizzazione/invio dei corrispettivi telematici

Come noto, a partire dal 1 gennaio 2021, è entrato in vigore l’obbligo generalizzato di memorizzazione elettronica dei corrispettivi e trasmissione telematica degli stessi all’Agenzia delle Entrate facendo comunque salve  le fattispecie di esonero disposte dal DM 10.5.2019, successivamente aggiornato dal DM 24.12.2019 (ad esempio, operazioni “marginali” e operazioni di cui all’art. 2, DPR n. 696/96 fra tutte le cessioni di prodotti agricoli propri da parte di imprese agricole in regime speciale).

La Finanziaria 2021 ha rivisto ed aggiornato il regime sanzionatorio previsto per le violazioni inerenti la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

OMESSA / TARDIVA / ERRATA MEMORIZZAZIONE O TRASMISSIONE

In caso di:

  • mancata o non tempestiva memorizzazione o trasmissione;
  • memorizzazione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri;

la sanzione è pari, per ciascuna operazione, al 90% (in luogo del precedente 100%) dell’imposta corrispondente all’importo non memorizzato o trasmesso.

Tale sanzione non può essere inferiore a Euro 500.

Di conseguenza in caso di mancata emissione del documento commerciale (è ovviamente successivo mancato invio all’ADE) oppure anche nel solo caso di mancato invio (pur in presenza di regolare emissione dello stesso) la sanzione è univoca.

La  predetta  sanzione  non  trova  applicazione  nel  caso  in  cui,  nonostante  l’omessa  /  errata trasmissione dei dati, l’IVA sia stata correttamente assolta in sede di liquidazione periodica.

In questo caso, ovvero nel caso che pur in presenza di una omessa trasmissione, la liquidazione sia stata calcolata correttamente tenendo conto anche dell’importo non trasmesso allora si applicherà la sanzione in misura fissa di Euro 100 per ciascuna trasmissione.

In sostanza la sanzione ridotta è applicabile al solo caso in cui, avendo correttamente emesso il documento commerciale, il contribuente non abbia trasmesso i corrispettivi all’ADE ma di fatto poi ne abbia tenuto conto nella liquidazione mensile/trimestrale.

Se quindi ad esempio per errore, pur a fronte di una corretta emissione dei documenti commerciali, il contribuente ha omesso la trasmissione per 15 gg consecutivi tenendo però conto di tali corrispettivi nella liquidazione, la sanzione sarà pari a Euro 1.500,00 per tutti i 15gg di mancata trasmissione.

MANCATO / ERRATO FUNZIONAMENTO RT

In caso di malfunzionamento del RT il contribuente dovrà:

  • richiedere tempestivamente l’intervento del tecnico abilitato;
  • segnalare la disfunzione tramite l’apposita funzione “procedure di emergenza” disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate;
  • annotare i dati dei corrispettivi su un apposito registro, anche informatico, qualora non si disponga di un altro RT. In alternativa è possibile utilizzare il servizio “documento commerciale on line” disponibile nel portale “Fatture e corrispettivi” del sito Internet della stessa Agenzia.

Qualora questo non venisse fatto si applicherebbe la sanzione pari al 90% dell’imposta  corrispondente  all’importo  non  memorizzato  /  non  trasmesso.

Se non risultano omesse annotazioni (anche su apposito registro cartaceo / informatico quando il RT è “fuori servizio”), per la mancata tempestiva richiesta di intervento per la manutenzione del RT è prevista la sanzione da Euro 250 a Euro 2.000.

Tale sanzione trova applicazione anche in caso di omessa verifica periodica  del RT / strumenti analoghi nei termini legislativamente previsti.

OMESSA INSTALLAZIONE DEL RT

In caso di omessa installazione del RT / strumento analogo per la memorizzazione e trasmissione telematica, la sanzione applicabile varia da  Euro 1.000 a Euro 4.000.

SANZIONI ACCESSORIE

Per  le  violazioni  di  mancata  /  non  tempestiva memorizzazione e/o trasmissione e di memorizzazione e/o trasmissione con dati incompleti o non veritieri, trovano applicazione le sanzioni accessorie consistenti nella sospensione della licenza / autorizzazione all’esercizio dell’attività, qualora siano state contestate 4 distinte violazioni dei predetti obblighi nel corso di un quinquennio, compiute in giorni diversi.

Il relativo provvedimento è immediatamente esecutivo e la sospensione può essere disposta per un periodo da 3 giorni a 1 mese ovvero da 1 a 6 mesi se l’importo complessivo dei corrispettivi oggetto di contestazione è superiore a Euro 50.000.

Con riferimento alle sanzioni accessorie previste in caso di omessa installazione del RT ovvero di manomissione / alterazione del RT / strumenti analoghi, è prevista la sospensione della licenza / autorizzazione all’esercizio dell’attività nei locali ad essa destinati per un periodo da 15 giorni a 2 mesi e da 2 a 6 mesi in caso di recidiva.

Ristrutturazione e riconversione vigneti campagna 2021/2022

Domande di aiuto entro il 31 maggio, ma si attende proroga

Con la Delibera della Giunta Regionale n. 690 del 10 maggio 2021  sono state approvate le disposizioni applicative della Misura Ristrutturazione e Riconversione vigneti per la campagna 2021/2022.
La scadenza per la presentazione delle domande di aiuto è attualmente prevista per il 31 maggio 2021 alle ore 13.00. La scadenza sopra indicata sarà oggetto di proroga con apposito Decreto Ministeriale del quale si sta attendendo l’uscita, avendo ricevuto l’assenso di tutte le Regioni. 

RISORSE – Le risorse assegnate alla misura sono pari ad Euro 13.258.798,00, di cui circa 1 milione è già impegnato a favore delle aziende che hanno beneficiato degli anticipi 2020/21.

PRINCIPALI NOVITA’ RISPETTO AL BANDO PRECEDENTE

  • Superficie minima 5000 mq;
  • bando biennale nel quale i richiedenti potranno scegliere se terminare i lavori entro il 31 maggio 2022 oppure entro il 31 maggio 2023;
  • I beneficiari che presentano domanda con il procedimento intenzione all’estirpo e/o riconversione varietale e/o modifica forma di allevamento potranno procedere l’inizio dei lavori a partire dal 18 settembre 2021 (anche se non richiedono a contributo le spese di estirpazione e il mancato reddito);
  • Interventi su vigneti esistenti solo su vigneti che hanno meno di 20 anni di età;
  • Eliminazione di interventi su filari singoli nonchè dell’azione che prevede la sostituzione delle strutture di sostegno senza modificare la forma di allevamento del vigneto oggetto di finanziamento;  
  • Prevista la possibilità di subentrare al beneficiario della domanda di aiuto, oltre che per mortis causa anche per insediamento giovane agricoltore;
  • la comunicazione di fine lavori del reimpianto deve essere presentata allo Stacp competente per territorio entro la scadenza della presentazione delle domande finali di pagamento;
  • Eliminata possibilità di richiedere l’impianto irriguo su un vigneto chiesto a contributo nelle precedenti campagne che non è stato ancora terminato. Per questi vigneti l’impianto irriguo potrà essere richiesto solo dopo avere collaudato il vigneto e che questo sia iscritto nello schedario viticolo aziendale.

Il pane non è più considerato prodotto agricolo

Con sentenza n. 4916/2021 del 28 aprile 2021 il TAR del Lazio ha escluso dai beni che possono essere oggetto delle attività agricole connesse, ai sensi dell’art. 32 del TUIR, la “produzione di prodotti di panetteria freschi” e la “produzione di pane”.

La sentenza dei giudici amministrativi ha quindi immediato impatto su tutte quelle imprese agricole che, in questi anni, avevano iniziato l’attività di produzione di pane.

Secondo i giudici del Tar, il pane non va incluso tra le attività connesse, essendo un’attività di “seconda trasformazione” (dal grano alla farina e dalla farina al pane), se non di “terza trasformazione” (dal grano grezzo al frumento, dal frumento alla farina e dalla farina alla produzione del pane).

A tal fine il Tar ricorda che “si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali”.

L’attività di panificazione non rientra tra le attività connesse a quella agricola in quanto “non relativa alla prima trasformazione di prodotti ottenuti direttamente dalla coltivazione del fondo”.

Ad esempio, la sentenza del Tar Lazio ricorda che si possono definire prodotti di “prima trasformazione” il vino (direttamente derivante dall’uva), l’olio (dalle olive), i formaggi (dal latte), lo zucchero (saccarosio) dalle bietole.

Il pane e gli altri prodotti da forno, invece, non derivano direttamente da un prodotto agricolo (ad esempio, il grano) bensì dalla farina, che a sua volta costituisce trasformazione del grano, oltre che da altri ingredienti.

Senza contare che nell’attività di panificazione vengono impiegati, solitamente, anche ingredienti che non provengono dall’industria alimentare di prima trasformazione, ma dall’industria chimica e biochimica, quali: aromi, conservanti, coloranti, addensanti, nutrienti, eccetera.

Le implicazioni di ciò sono notevoli perché hanno impatto sia sul piano fiscale, sia sul piano civilistico e sia, a ben guardare, su quello previdenziale.

Dal punto di vista fiscale l’impresa agricola che si cimentasse in tale attività non potrebbe usufruire della tassazione su base catastale e, proprio perché trattasi di seconda trasformazione, neppure di quella forfettaria (15%) ex art. 56-bis del TUIR.

Il reddito relativo all’attività di panificazione, quindi, avrebbe quindi natura di reddito d’impresa.

Da un punto di vista civilistico, la prosecuzione di tale attività, potrebbe mettere a rischio la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale.

Si ricorda infatti che la definizione di imprenditore agricolo professionale (IAP) fornita dall’articolo 1 del D.Lgs. 99/2004, nel caso di ditta individuale o persone fisiche, richiede che questi soggetti dedichino alle attività agricole di cui all’ articolo 2135 del Codice Civile, direttamente o in qualità di socio di società, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavino dalle medesime attività agricole almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro.

Per le società invece si ricorda che il terzo comma dell’art. 1, del D.Lgs. 99/2004, prevede che una società possa essere considerata agricola qualora l’oggetto sociale sia esclusivamente l’attività agricola dell’attività agricola di cui all’art. 2135 del c.c.

Da ciò ne deriva che la perdita della qualifica di imprenditore agricole professionale, sia esso individuale sia esso societario, potrebbe comportare la perdita di aiuti di notevole entità (agevolazioni aiuti PSR, applicazione della PPC ecc.) arrivando addirittura a far perdere la qualifica di imprenditore agricolo ai fini previdenziali.

In attesa quindi di futuri sviluppi si consiglia alle aziende associate di prendere contatti al fine di analizzare la propria posizione qualora sia necessario per analizzare la posizione.

C.I.A. EMILIA ROMAGNA – VIA BIGARI 5/2 – 40128 BOLOGNA BO – TEL. 051 6314311 – FAX 051 6314333
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