La Cia c’è, per affrontare insieme presente e futuro

La drammaticità di questo periodo ci porta a stravolgere le nostre abitudini. La nostra libertà individuale viene limitata da esigenze di carattere superiore, siamo costretti a rimanere a casa o a muoverci entro ambiti ben delimitati, il modo di rapportarci tra di noi, a sua volta, è fortemente limitato proprio in un momento in cui avremmo anche più bisogno di stare vicini e di sostenerci. Ognuno di noi è preoccupato per la propria salute e per quella dei propri cari. Conosciamo persone o loro parenti contagiati da COVID 19 e, purtroppo, in qualche caso anche colpiti da lutti. Viviamo l’incertezza di quanto durerà questo periodo e quali saranno le ripercussioni economiche sul sistema, sulla nostra attività e, di conseguenza, sulle nostre famiglie. La sospensione di molte attività ha portato ad un rallentamento generale del nostro sistema economico, ma, proprio in questa situazione, diventa indispensabile scegliere quali attività devono continuare, perché e come. Queste scelte vanno fatte in tempi rapidi e sono e devono essere frutto di un confronto continuo tra istituzioni e le rappresentanze di tutti i settori e tutte le categorie. Tra le certezze che stanno emergendo a causa di questa epidemia vi è quella relativa all’importanza di un sistema sanitario all’altezza e, subito dopo, l’importanza dei corpi intermedi che, oltre a compiere attività di rappresentanza, sono anche punti di riferimento per categorie economiche e persone.

Durante le ultime assemblee “La Cia incontra gli associati” (che, a causa dell’emergenza Coronavirus, non siamo riusciti a terminare), avevamo parlato dell’importanza di pagare una tessera e quindi di essere rappresentati: siamo stati involontari profeti, perché in questo momento in cui, ora per ora, si modificano regole che riguardano persone ed attività, se non ci fossero le organizzazioni professionali agricole, nessuno si occuperebbe e preoccuperebbe del nostro settore, se non altro perché si fa fatica dall’esterno a conoscerlo e a capirlo in tutta la sua complessità. Questo è confermato anche da alcuni articoli comparsi sui giornali da parte di importanti studi privati, che danno servizi ad aziende agricole ma non le rappresentano in tutti i loro aspetti e bisogni e soprattutto non le rappresentano davanti alle istituzioni: si tratta di soggetti che parlano del valore e dell’importanza del mondo agricolo, ma non sanno bene cosa significhi essere sul pezzo in maniera concreta, ora per ora, e fare un lavoro di confronto e mediazione continui, anche di notte, per portare a casa la modifica di una legge o di una circolare: a volte questo può fare la differenza per la sopravvivenza delle aziende e per poter consentire la prosecuzione del lavoro di tante persone.

A questo proposito voglio evidenziare come la notte scorsa siamo riusciti (e dico “siamo” perché qui la Cia ha avuto un ruolo fondamentale), a sbloccare l’attività Florovivaistica che ora si può esercitare alla luce del sole e nel pieno rispetto della legge.

Anche se di minore importanza, siamo riusciti a stralciare dall’ultima ordinanza regionale il divieto di abbruciamenti, che per diverse aziende era un limite nello svolgimento della propria attività.

Si è fatto chiarezza sulla possibilità di vendere sementi, concimi e prodotti chimici: su questo tema da lunedì scorso si era aperto un forte dibattito sull’interpretazione della norma, risolto definitivamente inserendo l’apposito codice Ateco tra le attività ammesse.

Per quanto riguarda gli agriturismi, si sta facendo chiarezza lavorando sulle interpretazioni normative per evitare eccessive restrizioni (come invece stava avvenendo) e permettere, per quanto possibile, a queste aziende di limitare i danni e proseguire l’attività.

Purtroppo rimane l’esclusione dalle attività ammesse della silvicoltura. Ci siamo trovati davanti un muro. Non ci fermiamo e proseguiremo il confronto con le istituzioni: per ora ci stiamo confrontando con la prefettura per ottenere delle deleghe individuali, vi terremo informati sugli sviluppi.

Continuiamo a vigilare e a segnalare eventuali pratiche sleali, in particolare nei confronti della vendita diretta: quest’ultimo è un altro dei temi caldi su cui continua l’attività dell’organizzazione.

Altro fronte su cui si è lavorato, è la richiesta di una semplificazione burocratica di alcune pratiche per evitare di passare di persona dagli uffici in questo momento particolare: qui è giusto riconoscere la forte collaborazione e disponibilità all’ascolto dall’assessore regionale all’agricoltura Mammi.

Per quanto riguarda i danni da gelate, non sarebbero previsti interventi particolari in quanto si tratta per lo più di colture assicurabili ma, anche qui, vista l’eccezionalità dell’evento, stiamo lavorando con la Regione per ottenere una deroga alla legge 102 che regola le calamità. Nel frattempo è opportuno fare le segnalazioni per delimitare il territorio nelle aree colpite dall’ondata di gelo. Da subito l’assessorato regionale ha attivato una procedura telematica per fare ciò: pur apprezzando questa iniziativa, l’abbiamo trovata un po’ troppo complessa dato anche il momento, pertanto abbiamo chiesto e ottenuto di farlo in maniera massiva attraverso Cia (potete rivolgervi agli uffici, sempre per mezzo di mail o telefono).

I fronti aperti su cui stiamo lavorando sono tanti. Per agevolarvi potete trovare uno schema semplificato. Schema che teniamo continuamente aggiornato sul sito di Cia Romagna.

Per quanto riguarda l’aggiornamento è opportuno sapere che in questi giorni sui giornali si leggono diversi proclami da parte di tante sigle, così come si parla molto delle varie proposte che emergono da più parti: questa overdose di notizie rischia di creare confusione e incertezza. Noi cerchiamo di diffondere notizie chiare e le divulghiamo solamente quando sono ufficiali.

La Cia continuerà a fare tutto il possibile per accompagnare gli associati sia nella rappresentanza sia nei servizi in questo periodo drammatico, con attenzione sul presente ma con lo sguardo rivolto al futuro che andremo a costruire. Nulla sarà uguale a prima. La CIA c’è per affrontare insieme presente e futuro.

 

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