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Vendemmia, il 2020 non delude: pinot e chardonnay le prime varietà raccolte

Annata promettente in qualità e quantità delle uve reggiane

“È una vendemmia ottima dal punto di vista qualitativo e buona per la quantità”. È il punto della situazione di Cia Reggio Emilia sulla raccolta dell’uva che si presenta sana e con i grappoli pieni, grazie al meteo che ha assicurato una positiva maturazione e ha risparmiato il territorio reggiano da grandinate distruttive.La paura del Covid ha influenzato la scelta della manodopera, tra i filari ci saranno, infatti, tanti italiani in difficoltà economica e giovani che riscoprono il lavoro in campagna. Ecco le testimonianze di alcuni imprenditori agricoli soci di Cia Reggio Emilia.

“Martedì 25 è indiziata ufficialmente la vendemmia di pinot e chardonnay con almeno una settimana d’anticipo rispetto al 2019, poi, a ruota, è toccato alla spergola e alla malvasia – spiega soddisfatto Devid Sassi -. Il sole e le giuste piogge hanno donato non solo tanta abbondanza ma anche qualità. Siamo fiduciosi, sarà un’annata davvero generosa”.

Più indietro la maturazione delle uve nere e rosse: “Si è partiti i primi di settembre – sottolinea Marco Cigarini, vicepresidente Cia Reggio -. Le uve sono rigogliose e sane, la quantità è in leggera flessione per L’Ancellotta mentre è stabile per il Lambrusco Salamino. Preoccupazioni? Sulle uve tardive incombe il problema della cocciniglia. Ma, al momento, non siamo in allarme”. Cigarini spiega poi cosa cambia per l’emergenza Covid.

“Così come è per la frutta, la vendemmia a mano di quest’anno è fatta da italiani e non da ‘squadre specializzate’ provenienti dall’Est Europa dove divampano focolai del virus. La crisi causata dal lockdown ha causato la perdita di posti di lavoro e tanti reggiani trovano ora, nell’agricoltura, un modo per portare a casa qualche soldo”. Mai come quest’anno ha ricevuto tante richieste di lavoro da parte di pensionati, adulti e giovani italiani che vedono il ritorno all’agricoltura come una soluzione alla crisi post coronavirus.

Per Lorenzo Catellani, presidente del Consorzio fitosanitario provinciale “è stato così anche per tanti miei colleghi imprenditori agricoli. Le possibilità di lavoro ci sono, anche se la paura di contagi è così elevata che diversi agricoltori, che hanno sempre vendemmiato manualmente, ora pensano alla raccolta meccanica per abbattere i rischi”. Anche Catellani ha realizzato il primo taglio dei grappoli di uva rossa e nera per l’inizio di settembre.

“Il caldo notturno dell’ultimo periodo ha rallentato un po’ la maturazione che pareva correre. Siamo, comunque, molto fiduciosi sia per la qualità che la quantità, sarà davvero un’annata positiva”.

Se si prevede una vendemmia 2020 molto interessante, qualche incertezza arriva dagli ordini provenienti sia dalla domanda interna che estera.

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