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Piena condivisione della “ricetta” Cgil per superare la crisi

Piena e completa condivisione da parte di Cia – Agricoltori Italiani Imola delle osservazioni e proposte di Marina Collina, segretaria generale Cgil, espresse nel corso dell’assemblea annuale del sindacato, durante il quale si è inevitabilmente parlato della crisi economica ed occupazionale che ha colpito anche l’imolese. Crisi che riguarda anche il settore agricolo, visto che i cali produttivi in frutticoltura e la sempre minor richiesta di manodopera stagionale, rischia di far perdere centinaia di posti di lavoro e dunque di disoccupazioni agricole, che l’Inps elargisce solo se si raggiungono un determinato numero di giornate lavorate.

“Penso – dichiara Giordano Zambrini, presidente di Cia Imola – che non sia più il tempo della divisione ma della massima unità, sia all’interno dell’ambito agricolo che al di fuori, nelle relazioni con gli altri tessuti produttivi. Il circondario imolese è un sistema dove i comparti economici fanno parte di un sistema complesso, fatto di equilibri importanti che vanno mantenuti e consolidati. Per questo voglio esprimere la massima condivisione e appoggio nei confronti della Cgil e della sua segretaria generale Mirella Collina, che nel corso dell’assemblea annuale ha toccato due esigenze fondamentali: mettersi in rete con Città Metropolitana e Regione, per trasformare i fondi che arrivano anche a livello europeo in occasioni progettuali e dunque rafforzare il nostro “distretto” produttivo;  l’organizzazione di una conferenza socio-economica per parlare con tutta la comunità economica,  dai lavoratori ai residenti sul territorio. L’ultima – continua Zambrini – si è tenuta nel 2006 ed è ora che ci si incontri nuovamente, per guardarci letteralmente in faccia e aprire una nuova fase di confronto e progettualità”.

“Per quello che riguarda il settore agricolo – conclude il presidente di Cia Imola – voglio ribadire alcuni temi e proposte che potrebbero dare nuovo slancio al settore e migliorare la gestione della manodopera. Innanzitutto il tema, sempre attuale, della creazione di una “Collocamento agricolo” per consentire alle aziende di trovare manodopera specializzata nei momenti di maggior necessità, evitando così forme di lavoro illegale e il vero e proprio “caporalato”. Poi la creazione di una filiera dell’albicocco, dalla produzione alla cosmesi, nella Valle del Santerno che sarebbe una grande opportunità per la frutticoltura territoriale. Ultimo, ma non ultimo d’importanza, un investimento importante su scuola e ricerca per trasformare l’Istituto Scarabelli in un centro di sviluppo per l’agroalimentare avanzato, che crei innovazione e opportunità di lavoro per i giovani. Penso che un dialogo serrato tra tutto il sistema economico su temi essenziali e condivisi potrà davvero cambiare il volto di un territorio che ha ancora enormi potenzialità di sviluppo.”

 

 

 

 

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