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Giordano Zambrini: la nostra struttura ha gestito bene l’emergenza

“E’ indubbio che in questo particolare momento il COVID ha portato moltissimi problemi a tutte le persone e a tutte le strutture imprenditoriali ma, se si guarda bene fino in fondo, qualcosa di buono è successo“.

Inizia così il Presidente Zambrini nel fare il punto della situazione su come Cia Imola si è attivata in questi mesi per essere sempre operativa e dare risposte e servizi ai suoi associati.

“Il Covid ha imposto chiusure forzate delle sedi così come la delocalizzazione dei dipendenti che operavano in smart working, ma posso dire che, nonostante tutto, abbiamo retto bene la mole di lavoro che avevamo in questo periodo e soprattutto tutte quelle pratiche extra che sono arrivate richiedere contributi e sovvenzioni per le aziende in difficoltà.

La nostra associazione in questo periodo ha ricevuto una flusso di telefonate, specialmente ai 15 numeri di cellulare messi a disposizione, pari a quante se ne ricevono solitamente in un anno e mezzo. Sono arrivate migliaia di mail e pec, tutte regolarmente evase.

Abbiamo adottato particolari accorgimenti per quelle persone che necessitavano, obbligatoriamente perché con scadenze imminenti, di recarsi nei nostri uffici che, tengo a sottolineare, sono stati comunque presidiati da alcuni colleghi sempre presenti all’interno. Posso affermare che la struttura ha lavorato bene.

Queste frasi non vogliono certo essere auto-celebrative, anzi, si può sempre migliorare, però è per far capire che nonostante l’immensa mole di lavoro e le difficoltà dovute al COVID, la struttura ha operato con regolarità e precisione.

Potrebbe essere che alcune modalità, specialmente gli appuntamenti dedicati ai singoli associati, così come altre alcune formule di rilevazione, verranno portate avanti anche nei mesi a venire nonostante, speriamo, passi questo brutto momento.

Anche l’attività sindacale della CIA di Imola non si è mai fermata in questi mesi. Decine di riunioni fatte per capire come potevano operare le aziende e soprattutto cosa potevano o non potevano fare. Decine di sollecitazioni e interpelli per chiedere deroghe per gli spostamenti.

Non in ultimo l’attività costante per richiedere tutti quegli incentivi necessari per le aziende agricole per continuare la loro attività.

Queste sono solo alcune delle attività svolte che, nel loro piccolo hanno portato a casa risultati per le aziende agricole che noi riteniamo interessanti. Sono state fatte quasi 400 domande per il “bonus 600 euro”, circa 400 domande di contributi a fondo perduto e diverse domande per avere il contributo di 25.000 euro.

Non è certo finito qui il momento di emergenza ma grazie anche al contributo e alla collaborazione degli associati, disponibili e comprensivi, possiamo andare avanti per dare sempre sostegno e risposte precise e puntuali a tutti i loro quesiti.

 

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